Caldaia perde acqua con termosifoni accesi​ – Cause e soluzioni

Ti capita che la caldaia cominci a gocciolare proprio quando accendi i termosifoni? È una situazione fastidiosa e, alla lunga, costosa se trascurata. In questo articolo vedremo perché succede, come comportarsi subito e quali interventi risolvono davvero il problema. Pronto a capire cosa sta succedendo nel tubo e a evitare panico e chiamate inutili al tecnico? Andiamo.

Perché la perdita si manifesta soprattutto con i termosifoni accesi

Molti proprietari di casa notano la perdita di acqua solo quando l’impianto è in funzione e i termosifoni si scaldano. Perché succede proprio in quel momento? La spiegazione è relativamente semplice e riguarda la fisica dell’acqua e il modo in cui un impianto di riscaldamento è progettato per gestirne la dilatazione.

Quando l’acqua si riscalda, il suo volume aumenta e la pressione all’interno del circuito sale. Se il sistema non ha lo spazio o il meccanismo per compensare questa variazione di volume, la pressione può raggiungere valori che inducono la valvola di sicurezza ad aprirsi per scaricare l’eccesso. Il risultato è una perdita visibile, spesso vicino alla valvola di sicurezza, oppure una goccia che compare sotto la caldaia a causa di raccordi che cedono.

Non è raro, inoltre, che l’aumento di pressione metta in luce problemi latenti: un vaso di espansione con la membrana forata si comporta come se non esistesse. A freddo tutto sembra normale, ma appena la caldaia lavora la pressione “schizza” e l’impianto perde acqua. Capito l’inghippo? Spesso la scena è questa: mattina fredda, si accendono i termosifoni e la caldaia fa il suo lavoro, poi senti quel gocciolio. Fastidioso, sì, ma è quasi sempre comprensibile.

Pressione che sale: il ruolo del vaso di espansione e della valvola di sicurezza

Il vaso di espansione è il componente che assorbe l’aumento di volume dell’acqua calda. Se la sua membrana è compromessa o se il vaso è sgonfio, la pressione aumenta fino ad attivare la valvola di sicurezza.

Cosa osservi nella pratica? Il manometro della caldaia indica valori accettabili a freddo, magari intorno a 1–1,5 bar, poi durante il funzionamento sale oltre 2,5 o persino 3 bar. A quel punto la valvola di sicurezza interviene e rilascia acqua per proteggere il circuito. È una misura di sicurezza, non un difetto secondario: la perdita dalla valvola è un sintomo, non la causa primaria.

Cosa puoi controllare senza armeggiare dentro la caldaia?

  • Controlla il manometro: annota la pressione a freddo e poi appena dopo che i termosifoni sono caldi.
  • Se osservi un balzo evidente sopra i 2,5 bar, il sospetto cade sul vaso di espansione o su una pressione di riempimento impostata troppo alta.
  • Verifica che il rubinetto di carico sia completamente chiuso: se resta parzialmente aperto, l’impianto riceve acqua in continuo e la pressione può rimanere alta o aumentare.

Cosa comporta rivolgersi a un tecnico: il professionista verificherà la carica del vaso di espansione con un manometro dedicato, controllerà la membrana e, se necessario, provvederà a ricaricarlo o a sostituirlo. In molti casi la sostituzione della membrana o del vaso risolve il problema alla radice. Se la valvola di sicurezza è stata sollecitata a lungo, potrebbe essere opportuno esaminarla e, se non tiene più, sostituirla. Meglio non prendere queste operazioni alla leggera: si tratta di componenti che richiedono competenza e strumenti adeguati.

Pressione che scende: aria nell’impianto e sfiato termosifoni

Non tutte le perdite sono legate a una pressione che sale. A volte la pressione cala durante l’uso e compariscono sintomi diversi: termosifoni che non scaldano uniformemente, parti fredde o “piene d’aria”, e la necessità continua di rabboccare acqua. In questi casi il colpevole è spesso l’aria intrappolata nell’impianto.

L’aria impedisce alla circolazione di fluire correttamente, crea zone di sovrapressione e sottopressione e può favorire micro‑perdite o il malfunzionamento di valvole e raccordi.

La prima azione utile è lo sfiato dei termosifoni. Questo non è un lavoro complicato ma va fatto con calma e metodo:

  • Aprire la valvolina di sfiato fino a quando non esce solo acqua.
  • Controllare la pressione sul manometro e procedere a tutti i radiatori, non solo a quello più rumoroso.

È sorprendente quanto spesso lo sfiato risolva problemi che sembravano più gravi. Dopo lo sfiato la pressione potrebbe abbassarsi leggermente e sarà necessario rabboccare fino al valore consigliato dal costruttore. Se, dopo ripetuti sfiati, la pressione continua a calare, il problema potrebbe essere una perdita vera e propria o una valvola che perde internamente.

Molte chiamate al tecnico potrebbero essere evitate con qualche minuto di sfiato ben fatto. Però attenzione: se noti perdite evidenti da tubi o connessioni non improvvisare riparazioni fai‑da‑te complesse. Fotografare la zona, annotare i valori di pressione e i tempi in cui accade la perdita aiuta molto il tecnico nella diagnosi.

Guasti interni che si manifestano a caldaia in funzione

Se la perdita si presenta soprattutto a caldaia accesa e non è risolvibile con sfiati o regolazioni, bisogna pensare a guasti interni come scambiatori danneggiati, valvole difettose o guarnizioni usurate. Lo scambiatore, in particolare quello secondario o di scambio primario, può sviluppare fessure o crepe che perdono solo quando la pressione e la temperatura salgono.

In altre parole, l’acqua fredda potrebbe non filtrare, ma quando il circuito è in pressione e caldo la perdita si evidenzia. La valvola di sicurezza può anch’essa deteriorarsi: se non chiude più perfettamente, può perdere anche con pressioni non estremamente elevate. Allo stesso modo, le guarnizioni interne e i raccordi interni possono cedere con l’espansione termica, soprattutto in caldaie datate o poco manutentate.

In tutti questi casi è necessaria una diagnosi accurata con prove di tenuta e, spesso, la sostituzione del pezzo difettoso. Di nuovo, non è materiale da improvvisare: strumenti di misura e ricambi originali fanno la differenza tra una riparazione che tiene e una toppa temporanea.

Perdite sotto la caldaia e nelle tubazioni: perché peggiorano a caldo

A volte la perdita non proviene da componenti interni ma da tubazioni, giunti o rubinetti posti sotto e attorno alla caldaia. Con il calore le tubazioni si dilatano e le vecchie guarnizioni possono perdere aderenza; la corrosione, il calcare o microlesioni diventano evidenti solo quando l’impianto lavora e la pressione aumenta. Anche un rubinetto di scarico con guarnizione consumata può iniziare a gocciolare solo a caldo.

Cosa puoi fare? Un’ispezione visiva attenta è il primo passo. Cerca segni di ossidazione, macchie di calcare, segni di gocciolamento vecchio o nuovo e tracce sul pavimento. Fotografare il punto e annotare quando accade aiuta una valutazione a distanza se decidi di chiamare un tecnico.

Se la perdita è chiaramente esterna ai componenti interni, la soluzione solitamente consiste nella sostituzione della guarnizione o del tratto di tubo interessato. Talvolta è possibile stringere leggermente un raccordo, ma occhio: forzare una filettatura o serrare troppo può peggiorare le cose.

Cosa fare subito in sicurezza quando noti una perdita

Prima regola: non aprire la caldaia o cercare di smontare componenti interni se non sei qualificato. Se la perdita è abbondante o sospetti un guasto grave, spegni la caldaia con l’interruttore e chiudi il rubinetto di carico o la mandata dell’impianto.

Metti un contenitore sotto la perdita per limitare i danni e assorbi con panni o stracci. Se l’acqua raggiunge prese elettriche o componenti elettrici, evita ogni contatto e, se necessario, stacca corrente principale. Annotare la pressione a freddo e quella subito dopo l’accensione, oltre al momento preciso in cui inizia a gocciolare, rende la vita più facile al tecnico.

Una piccola esperienza pratica: una volta un vicino chiamò nel panico perché la caldaia perdeva acqua. Era domenica e il tecnico più vicino rispose dopo tre ore. Nel frattempo il vicino aveva spento la caldaia, chiuso il rubinetto di carico e messo un secchio sotto la perdita. Quando arrivò il tecnico, il problema fu risolto in mezz’ora e la spesa fu contenuta. Calma e buone informazioni spesso salvano portafogli e parquet.

La diagnosi del tecnico: cosa aspettarsi e quali controlli vengono fatti

Quando chiamerai un tecnico, questi comincerà a valutare i sintomi e a chiederti gli appunti che hai preso: come varia la pressione, quando compare la perdita, se i termosifoni sono uniformemente caldi, dove hai visto la goccia.

Tra le verifiche tecniche più comuni ci sono:

  • Controllo della carica del vaso di espansione.
  • Prova funzionale della valvola di sicurezza.
  • Ispezione di scambiatori e guarnizioni.
  • Valutazione dello stato dei raccordi e delle tubazioni.

In casi particolari si esegue un test di tenuta per capire se lo scambio avviene internamente e per localizzare eventuali microperdite. Un intervento ben fatto produce una relazione sintetica sul lavoro svolto e consigli per la manutenzione.

Ti sarà detto se è sufficiente ricaricare il vaso di espansione, sostituirne la membrana, cambiare la valvola di sicurezza o intervenire su tubi e giunti. Se la caldaia è molto datata potrebbe essere proposto un preventivo per la sostituzione di componenti chiave, ma questa è una scelta che conviene valutare in base all’età dell’impianto e ai costi di riparazione ricorrenti.

Manutenzione preventiva per evitare che si ripeta

La prevenzione paga. Programmare una manutenzione periodica evita sorprese: controllare la pressione, sfiatare i termosifoni regolarmente, verificare lo stato del vaso di espansione e la tenuta delle valvole diminuisce il rischio di perdite.

La caldaia è un apparecchio che gradisce attenzione. Trattala bene e ti restituirà anni di funzionamento regolare. È sempre meglio investire qualche decina o centinaio di euro all’anno in controlli che ritrovarsi a dover affrontare un allagamento o una sostituzione impellente.

Quando chiamare il tecnico e come prepararti alla visita

Chiama il tecnico subito se la perdita è abbondante, se noti che la caldaia perde anche a freddo o se la pressione ha grandi oscillazioni non risolvibili con lo sfiato. Preparati alla visita annotando i valori di pressione a freddo e a caldo, fotografando la zona interessata e segnando quando e come compare la perdita. Queste informazioni aiutano a ridurre i tempi di diagnosi e a contenere il costo dell’intervento.

Se vuoi, posso aiutarti a preparare una breve lista di domande da porre al tecnico o a impostare una checklist semplice da compilare in pochi minuti: così, quando arriva il professionista, hai già tutte le informazioni utili pronte.

Conclusioni

La perdita di acqua dalla caldaia quando i termosifoni sono accesi è quasi sempre riconducibile a variazioni di pressione, aria nell’impianto o componenti che cedono sotto carico termico. Molte situazioni si risolvono con controlli semplici come lo sfiato dei termosifoni, la verifica del manometro e la chiusura del rubinetto di carico. Altre richiedono l’intervento di un tecnico qualificato per sostituire il vaso di espansione, la valvola di sicurezza o guarnizioni difettose.

Martina Silvi

Sono uno casalinga appassionata di cucina e decorazione d'interni. Ho iniziato questo sito per condividere consigli per rendere la casa accogliente e confortevole.